Gli errori più frequenti quando si parla di e-learning

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erroriPrima di parlare di errori, proviamo a definire, soprattutto per i “non addetti ai lavori”, cosa si intende per e-learning. La “e” posta davanti alla parola “learning” ha più di un significato possibile. C’è chi la intende come “electronic”, riferendosi alla modalità di learning effettuata attraverso mezzi remoti come pc o videoconferenze; altri la leggono come “enterprise” perché l’intera azienda può trarre profitto da questo tipo di formazione; e c’è ancora chi la spiega come “everywhere” per le sue potenzialità di accesso.

In sintesi possiamo certamente affermare che l‘e-learning è l’uso di tecnologie che permettono alle persone di imparare sempre e ovunque, grazie alla possibilità di progettare, distribuire, selezionare, amministrare, supportare e diffondere la formazione e le conoscenze. La fruizione di contenuti formativi avviene attraverso piattaforme web e altre soluzioni tecnologiche come classi virtuali, videoconferenze, chat, forum, podcast. Molteplici sono le potenzialità e i vantaggi correlati ad un loro utilizzo ottimale ai fini della formazione.

Quali i veri vantaggi?

Tra i vantaggi, innanzitutto, la riduzione dei costi legati alla formazione, nonché l’incremento dell’efficacia dell’apprendimento, o la gestione della formazione in autonomia, la facilità e tempestività d’aggiornamento. Ciò nonostante c’è ancora qualche perplessità circa l’efficacia dell’e-learning in termini di apprendimento, sia da parte di aziende, sia dei lavoratori dovuta, probabilmente, a casi di insuccesso di precedenti percorsi di formazione in modalità e-learning progettati ed erogati male. Oggi, la best practice per e-learning di successo, parte proprio dalla correzione di errori commessi precedentemente da altri.  Ed è la stessa seguita da Sdi, Soluzioni di impresa.

 Errori più frequenti nell’e-learning

Gli errori più comuni in cui le aziende incorrono quando si parla di e-learning:

1. Un progetto e-learning non è un progetto informatico, c’è anche questo aspetto, ma è marginale. Se gli utenti hanno un browser, hanno già quello che serve. E’ un progetto organizzativo, culturale e che impatta sui processi formativi aziendali, dalle Risorse umane, alla Produzione, al Marketing.

2. Molte aziende vedono l’e-learning in modo troppo ristretto. Infatti, è soltanto il nome nuovo che si dà al contesto di apprendimento di una organizzazione. Le aule reali e virtuali, i docenti ed i tutor servono solo ad agevolare il fluire dalla conoscenza all’interno dell’organizzazione. E l’innovazione deve essere in armonia con quel che già c’è. Per questo e-learning non significa software e neppure dispense caricate su un sito istituzionale ma architettura dei saperi. Fa emergere la nuova necessità di disegnare i percorsi in cui far fluire la conoscenza all’interno dell’organizzazione.

3. Assenza di relazionalità e confronto con un docente o altri discenti. Non è così. Al di là di soluzioni “e”, quali webinar o chat o videoconferenze che permettono un confronto a distanza con esperti e studenti che stanno al di là del pc, la soluzione blended o mista, formazione on line + formazione in aula (o meglio in presenza), unitamente ad una attenta ed efficace comunicazione è preferibile. E’ un modello semplicissimo che permette il controllo del processo. La formazione e-learning, infatti, può essere monitorata, in tutti i suoi aspetti la qualità dei contenuti prodotti dall’esperto, la partecipazione dei discenti, il livello di competenza raggiunto. Il momento dell’incontro di presenza diventa uno spazio prezioso di condivisione umana e professionale.

4. Standardizzazione della formazione. I pacchetti e-learning non sono scatole formative uguali per tutte le aziende, di qualsiasi dimensione e per tutti i lavoratori. Come ogni progetto di formazione, anche l’e-learning è progettato ai fini del miglioramento delle performance aziendali, in termini di accelerazione dei processi di apprendimento, distribuzione capillare delle informazioni, trasferimento di metodologie di lavoro e di comportamento, per far apprendere tecniche, migliorare la qualità di lavoro e garantire la rapidità di aggiornamento. A tal fine è importante, differenziare i percorsi secondo le necessità formative delle aziende e dei discenti, attraverso un lavoro di analisi dei fabbisogni utile a definire le soluzioni didattiche ottimali.

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Infine, alcuni consigli pratici per creare e scegliere percorsi e.learning efficaci e ad alta trasferibilità di apprendimento nel contesto lavorativo:

Consigli pratici per creare e scegliere percorsi e-learning efficaci:

  • Utilizzare tutti gli strumenti possibili, filmati, audio, grafici, immagini e testo, come didattica per l’apprendimento e per mettere nella giusta sequenza i contenuti formativi;
  • Condurre un’analisi dei fabbisogni formativi sul target dei destinatari dello strumento formativo, altrimenti il risultato è un programma generalizzato e non un percorso personalizzato;
  • Effettuare valutazioni dell’apprendimento dopo specifici argomenti o moduli didattici;
  • Sviluppare materiali didattici di approfondimento che l’utente possa scaricare;
  • Promuovere la collaborazione tra i diversi partecipanti;
  • Prestare attenzione al posizionamento del testo, spaziature, identificazione di parti;
  • Utilizzare soluzioni grafiche semplice che rendono veloce e gradevole la lettura del testo;
  • Evitare corsi costituiti solo da testo prolisso, usare piuttosto video e audio sincronizzate con slides riportanti solo parole e frasi chiave dell’argomento;
  • Inserire un servizio forum ed email, come strumenti asincroni di collaborazione on line;
  • Prevedere un supporto on line. Il tutor on line diventa una figura centrale nel momento in cui si voglia passare da un modello di apprendimento centrato esclusivamente sull’autoapprendimento a un modello che valorizzi la possibilità di apprendimento assistito e collaborativo e in cui sia garantito il monitoraggio della continuità del percorso formativo. Il tutor on line svolge una preziosa funzione di sostegno alla fruizione e alla motivazione e di aiuto al superamento di possibili resistenze iniziali (paura di isolamento, scarsa famigliarità con il PC e con le metodologie di formazione distanza).
  • Per saperne di più e per scegliere le soluzioni migliori contattaci.
Giorgia Petrotta

About Giorgia Petrotta

Giorgia Petrotta ha scritto 34 articoli in questo sito.

Sono in SDI da circa 10 anni ed ho la responsabilità dell'area progettazione piani formativi. Da Ingegnere Gestionale, ho inoltre maturato negli anni una esperienza importante nel project management ed internazionalizzazione. Sono il Responsabile del Servizio Gestione Qualità di SDI ed ho ricoperto questo ruolo, in ousourcing, anche per molti clienti SDI. Per i Clienti SDI: mi occupo della consulenza e formazione nelle aree internazionalizzazione e analisi dei costi industriali.

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