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HACCP, ISO 22000, Global Gap – prime istruzioni per l’uso

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globa01* di Maurilio Cassataro

Leggendo questo articolo imparerete a riconoscere le principali caratteristiche di tre sistemi di certificazioni molto importanti per fare crescere le aziende agricole e le industrie agroalimentari.

1) HACCP – Prevenzione rischi per la sicurezza alimentare.

Si tratta di un approccio preventivo alla sicurezza che ha come obiettivo l’ottimizzazione delle attività di controllo e intervento, per fornire prodotti alimentari sicuri ai consumatori.

La metodologia HACCP è…

…obbligatoria in molti Paesi, lo è nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. La sua certificazione, rilasciata da un ente di certificazione accreditato, dimostra che l’azienda si impegna ad adempiere a quanto richiesto dalla norma e a realizzare un efficace sistema di gestione aziendale. È uno strumento per la gestione del rischio ideato specificamente per il settore agroalimentare dalla Codex Alimentarius Commission, una commissione congiunta della FAO, Food and Agriculture Organization, e dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità.

I principali vantaggi sono: comunicare fiducia ai consumatori, dimostrando che gli alimenti vengono prodotti attraverso processi sicuri e controllati; dimostrare di aver preso tutte le ragionevoli precauzioni per garantire la sicurezza degli alimenti; permettere ai clienti di richiedere la certificazione e la valutazione dei fornitori, se operano in un paese con una legislazione rigorosa in materia di sicurezza alimentare; ridurre il numero di controlli effettuati dai clienti e, di conseguenza, risparmiare costi e tempi di gestione; ridurre gli scarti e i richiami dei prodotti; migliorare le relazioni con le autorità preposte alla sicurezza agroalimentare e aumentare l’efficienza dei processi.

2) ISO 22000 – Sicurezza alimentare

La norma è stata concepita per essere compatibile e armonizzata con le altre norme internazionali sui sistemi di gestione, come l’ISO 9001. Può quindi essere integrata con i sistemi e i processi di gestione già esistenti. Si applica a tutte le aziende che operano in modo diretto o indiretto lungo la filiera agroalimentare, inclusi i produttori di packaging e di detergenti, le imprese di pulizia, le società di disinfestazione e le lavanderie industriali

Lo standard garantisce la sicurezza agroalimentare dal campo alla tavola, sulla base di principi fondamentali riconosciuti a livello internazionale dagli operatori del settore e rappresenta il trait d’union tra le norme sopra descritte e ne conserva i vantaggi. Ha l’ulteriore pretesa di assurgere ad unico riferimento riconosciuto in modo  incondizionato in campo internazionale, essendo una ISO.

3) Global Gap – Protocollo di buona prassi agricola

Tale standard è stato sviluppato da un gruppo di retailer europei in collaborazione con i produttori agricoli e l’obiettivo della certificazione è di coprire una parte delle attività di verifica delle buone prassi nell’ambito dell’intera catena di produzione. Questo standard può essere quindi abbinato ad altre certificazioni in materia di sicurezza agroalimentare, come le BRC e IFS, relative all’intera supply chain o catena di distribuzione. Oggi, è globalmente riconosciuto come standard che sancisce la qualità, la sicurezza e la sostenibilità dei prodotti agricoli. Riguarda colture, prodotti della terra e alimenti di origine animale. Le procedure GAP (Good Agricultural Practices) sono quindi applicabili sia alle aziende agricole sia agli allevamenti.

Il modulo Fruit & Vegetables, che è parte di questo standard, è stato il primo ad essere appositamente sviluppato per regolamentare il settore primario la cui produzione è destinata al consumo umano. Per rispondere alle esigenze dei consumatori, la maggior parte dei retailer europei richiede prodotti sostenibili, e spesso questo è un requisito obbligatorio per chi vuole entrare nella catena di fornitura.

I principali obiettivi della norma sono: la sicurezza e la salute di agricoltori e consumatori; la conformità alle normative locali e internazionali; le procedure integrate ICM (Integrated Crop Management); la tracciabilità dei prodotti; la riduzione al minimo dell’uso di pesticidi; un utilizzo efficiente delle risorse disponibili; la salvaguarda dell’ambiente.

Il perseguimento degli obiettivi descritti consente di avere facilità di accesso ai mercati, il miglioramento della qualità e del prodotto, di ottimizzare la produzione primaria e la riduzione dei costi nel lungo periodo.

Maurilio Cassataro – Ingegnere con esperienza ventennale nella consulenza sulla certificazione di sistemi organizzativi certificati. Lead auditor per primari enti di certificazione internazionali.

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