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La valutazione aziendale degli investimenti in sicurezza e salute dei lavoratori

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investmentevaluation01di Giovanni Perrone*

 Gli investimenti in tema di “Sicurezza e salute dei lavoratori”, a seguire denominata SSL, sono generalmente percepiti da alcuni imprenditori alla stessa stregua di una “tassazione”, ovvero come degli investimenti obbligatori per legge, che hanno una ricaduta nulla, o comunque scarsa, sulla produttività dell’impresa. Questa analisi è assolutamente miope in quanto gli investimenti in materia di Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro hanno un impatto positivo sulla redditività e sull’immagine dell’impresa. Spesso, l’errata percezione dell’importanza degli investimenti in SSL deriva da una difficoltà della stima della loro effettiva  ricaduta, ed in particolare la difficoltà di individuarne esattamente i costi e i benefici.

            È dunque di fondamentale importanza contestualizzare l’analisi degli investimenti sulla Sicurezza e salute dei lavoratori che dipende da vari fattori tra cui le dimensioni aziendali, il settore di attività, il livello tecnico dei processi produttivi, quello culturale dei dipendenti. Se è possibile individuare dei fattori di stima della ricaduta degli investimenti SSL che possono essere generalizzati a qualunque contesto aziendale, va da sé che, per una stima più precisa, si devono prendere in considerazioni quelli che determinano la specificità dell’azienda e del contesto competitivo. L’obiettivo di questo capitolo è, pertanto, quello di individuare dei “driver” per l’analisi e la stima degli investimenti in SSL, che possa costituire una guida per chi, in azienda, si cimenta con tale tipologia di analisi.

            Generalmente la stima dei costi della sicurezza, per un imprenditore, è semplice da valutare perché sono composti dagli oneri pluriennali degli investimenti in sicurezza e dai costi annuali che l’azienda sopporta per raggiungere un adeguato standard, tenendo in considerazione quelli di formazione, manutenzione ordinaria, aggiornamento degli operatori, etc. Più complesso è invece procedere ad una corretta, complessa ed articolata, valutazione dei benefici derivanti dagli investimenti in Sicurezza e salute dei lavoratori. Perciò dopo una breve rassegna dei costi derivanti dagli investimenti in SSL, si analizzeranno i benefici degli investimenti in SSL.

 I costi derivanti dagli investimenti SSL

 Gli interventi in materia di SSL hanno principalmente l’obiettivo di innescare un andamento decrescente del costo totale degli infortuni, attraverso l’integrazione di due strumenti che sono gli investimenti per l’adeguamento tecnico dei processi produttivi e lo sviluppo della cultura aziendale della sicurezza, necessaria per una gestione corretta delle risorse e con dirette conseguenze sul processo produttivo.

I costi per la prevenzione degli infortuni comprendono tutte le spese sostenute, o da sostenere, ai fini della sicurezza, che sono:

  • i costi per la prevenzione;
  • i costi per la gestione del sistema interno di prevenzione, e cioè, quelli per i servizi di prevenzione e protezione, del medico competente e della formazione e informazione del personale (Rls, addetti all’emergenza, addetti al primo soccorso, lavoratori), etc.;
  • gli oneri pluriennali derivanti dagli investimenti per l’adeguamento degli impianti e delle macchine, incluse le spese di progettazione e gli eventuali studi per la razionalizzazione del lay-out all’interno dell’azienda;
  • gli oneri pluriennali e i costi per l’adeguamento dell’ambiente di lavoro, come le vie di uscita, e porte, la segnaletica, le ristrutturazioni, etc.;
  • i costi per dispositivi di protezione individuali (DPI).

* Giovanni Perrone Professore ordinario nel raggruppamento scientifico disciplinare Ingegneria Economico-Gestionale (Ing-Ind/35) all’università di Palermo. È presidente della società in house dell’ateneo palermitano Sintesi s.r.l., del laboratorio pubblico privato Si-Lab Sicilia e membro del board dell’EurOMA (European Operations Management Association), dell’AiIG (Associazione Italiana Ingegneria Gestionale) e segretario di PNICube (Associazione degli Incubatori Universitari Italiani).

 

 

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