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Le prime cose da sapere per attingere ai Fondi europei

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fondiue_01La capacità di riuscire ad utilizzare i finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea attraverso la programmazione 2014-2020 rappresenta la nuova sfida per le imprese siciliane  per uscire dalla crisi economica che sta attraversando già da qualche anno.

L’Unione europea ha stanziato circa 6 miliardi di euro, oltre ai fondi gestiti direttamente da Bruxelles a cui tutti i cittadini ed enti pubblici e privati possono attingere per risollevare le sorti economiche dell’isola.

In questa fase delicata che stiamo attraversando, la Sicilia deve cavalcare l’onda e salire su questo treno che sembra essere una grossa opportunità per le imprese siciliane che devono essere pronte per riuscire a sfruttare a pieno questa grande possibilità che ancora una volta l’UE ci da.

Ma i fondi bisogna meritarseli! Dobbiamo saperli utilizzare poiché ci troviamo a competere con tutti gli altri paesi facenti parte dell’Unione senza nessun privilegio.

Quali i principali programmi di finanziamento dell’UE per gli anni 2014-2020?

Erasmus +, programma per la circolazione di studenti e ricercatori che promuove la mobilità di studenti e di soggetti che si occupano di formazione;

Horizon 2020:  programma per l’innovazione a cui possono partecipare aziende, istituti ed enti di ricerca;

Cosme: destinato alle piccole e medie imprese, nuovi imprenditori e autorità pubbliche;

Life +: nuovo programma per progetti ambientali ed altri programmi che finanzieranno iniziative sociali, per la cultura e la cittadinanza europea.

C’è solo l’imbarazzo della scelta per chi ha idee e competenze. Le due cose camminano insieme: le idee, senza competenze non vanno da nessuna parte.

Le sette cose che privati cittadini ed enti pubblici e privati devono sempre tenere presenti per a competere per i finanziamenti europei:

1. SOSTENIBILITA’ – un progetto di successo deve essere sostenibile, ovvero deve riuscire a sopravvivere al finanziamento europeo senza ulteriore sostegno economico da parte dell’UE e degli Stati membri.

2. INNOVAZIONE – Un progetto per essere di successo deve essere nuovo e innovativo. Più innovativo è il progetto più alte sono le possibilità di finanziamento.

3. CURA DEL DETTAGLIO – Affinché un progetto sia finanziabile bisogna leggere con attenzione il bando, soffermandosi in particolare su modalità di finanziamento, tempi e obiettivi, criteri di ammissibilità.

4. PARTENARIATO INTERNAZIONALE – Una volta definita l’idea progettuale è consigliabile redigere il progetto vero e proprio, in tal modo si potranno avere informazioni sui finanziamenti o per la ricerca di un partner da parte dell’agenzia nazionale del programma. Un partenariato che raggruppi più paesi dell’Europa e di differente collocazione geografica può essere un motivo di successo per il progetto. La ricerca di un partner non è sempre semplice, tuttavia sul sito della Commissione europea, in particolare del programma di interesse, si possono trovare possibili candidati.

5. PROGRAMMAZIONE – Nella maggior parte dei casi la proposta progettuale deve essere presentata via internet ed è necessario farlo per tempo, poiché il sito potrebbe essere sovraccarico a ridosso della data di presentazione definita nel bando.

6. INGLESE – La richiesta va inoltrata in una delle lingue ufficiali dell’UE tuttavia per evitare errori di traduzione e per dare maggiore peso al progetto si consiglia di presentarlo in lingua inglese.

7. MOLTIPLICARE I RISULTATI – Il progetto avrà un maggiore successo in base alla sua capacità e agli effetti moltiplicatori ovvero innescare fattori di sviluppo economico a catena una volta che viene realizzato.

Negli anni in Sdi, Soluzioni d’Impresa, sono state accumulate esperienze di tanti progetti di successo. Sarà un piacere supportare la realizzazione di iniziative serie ed innovative.

Maria Airò Farulla

About Maria Airò Farulla

Maria Airò Farulla ha scritto 3 articoli in questo sito.

Dopo la laurea in Scienze Politiche ho fatto una importante esperienza all'Università di Palermo dove mi sono occupata, per circa 10 anni, di tematiche ambientali presso la facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Palermo, prima in qualità di Dottorando di Ricerca e poi come Docente a contratto. Ho pubblicato diversi articoli sui temi riguardanti le aree protette siciliane, l'educazione e la sostenibilità ambientale. Per i clienti SDI curo la pianificazione, l'organizzazione e la gestione delle attività formative.