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L’efficacia del lavoro di gruppo per la crescita delle persone e delle imprese – 2/3

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*di Monica Mandalà

Il lavoro di gruppo come risorsa per la vita d’impresa

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 “L’assenza della leadership è la capacità di ispirare gli altri a lavorare insieme come una squadra per raggiungere un obiettivo comune”

Harold S. Geneen

La competitività a cui le imprese oggi sono sottoposte a causa della dimensione globale assunta dai mercati, richiede sempre più alle organizzazioni di avvicinarsi a strategie innovative che possano da un lato aumentare la produttività, dall’altro produrre efficienza ed efficacia. Quindi bisogna sicuramente agire sulle competenze, per potenziarle in modo adeguato e congruente agli obiettivi imprenditoriali, pur tuttavia non fermandosi soltanto a questo aspetto, ma generando soluzioni in grado di produrre innovazione. Come scriveva Kenneth Blanchard (1992): “Mai nella storia del mondo del lavoro il concetto del lavoro di gruppo ha avuto più importanza per garantire il successo delle organizzazioni”. Il gruppo nelle organizzazioni è oggi uno strumento privilegiato nei processi produttivi, esso si caratterizza non perché il gruppo è già in sé una forza produttiva, quanto per il fatto che si mostra come un mondo ordinato, sereno, funzionale, in cui ogni membro, ogni lavoratore può trovare appartenenza e riconoscimenti (Kaneklin, 2010). Infatti, le più importanti rivoluzioni e le riorganizzazioni imprenditoriali e industriali che sono avvenute, in risposta alla competitività di mercato, sono frutto di una ricerca, da parte delle organizzazioni, di forme e strutture più complesse, maggiormente flessibili.

L’assetto organizzativo è un insieme di gruppi di persone che opera in un contesto complesso; contesto in cui alle persone è richiesto di “partecipare”, di cooperare e agire sviluppando un pensiero di gruppo, positivamente orientato e favorito. Il gruppo è in tal senso, uno spazio fisico e mentale in cui ogni membro può incontrare altre persone attraverso il raggiungimento di un compito, di un obiettivo. Nel gruppo di lavoro, ci ricorda infatti Kaneklin (op. cit.) queste due dimensioni (relazioni e compito) sono “intimamente” connesse. Così l’efficacia del gruppo di lavoro scaturisce da un apprendimento dell’esperienza. Tale efficacia collettiva nei contesti organizzativi non può dunque svilupparsi senza una evidente cognizione da parte dei membri del gruppo, consapevolezza del valore delle conoscenze e delle competenze che appartengono ad altri e che sono condivisibili, “risorse comuni”. L’efficacia del gruppo di lavoro e l’efficacia individuale si influenzano reciprocamente, è infatti assodato che proprio nei gruppi efficaci le persone singolarmente sono capaci di esprimere al massimo la propria efficacia personale, le proprie capacità, competenze, conoscenze.

Stando a quanto messo in evidenza le caratteristiche distintive del gruppo di lavoro si delineano:

  1. nella socialità: aspetto caratterizzante l’interazione tra i membri e la condivisione delle conoscenze e delle competenze messe a disposizione da ogni membro, per il raggiungimento di obiettivi comuni in termini di produttività e beneficio (dimensione psicologica).
  2. nella mission assegnata al gruppo da parte dell’organizzazione: questa dimensione rende il gruppo legato ad un contesto specifico, offrendo al contempo informazioni sulla relazione tra organizzazione e gruppo, fondamentali per analizzare le scelte strategiche dell’azienda, e sulla relazione obiettivo e risultato (dimensione strategico-organizzativa).
  3. nel lavoro: questo aspetto fa riferimento alle caratteristiche del gruppo, al ruolo, alla gestione del tempo, alla modalità di lavoro, alla progettazione (dimensione metodologica).

Tenendo in considerazione queste variabili possono essere individuate due aree critiche a cui prestare attenzione al fine di consentire forme evolute di organizzazioni:

  1. La prima ha a che fare con l’orientamento alla socialità, ovvero, quanto più il risultato dipende dall’interazione e dal contributo fornito da più persone, tanto più sarà la fiducia realistica che ciascun membro ripone nell’efficacia collettiva, frutto di un lavoro di gruppo.
  2. La seconda area ha a che fare con il lavoro, ovvero, con la possibilità di operare in contesti fluidi, flessibili, aperti, accrescendo il significato del senso del lavoro, non perdendo di vista il mandato sociale e gli obiettivi organizzativi.

Perché queste condizioni si realizzino, è necessario che il gruppo abbia cognizione del valore delle conoscenze e delle competenze possedute dagli altri. È necessario inoltre che vi sia riconoscimento tra i membri nelle aree di competenza, unita alla consapevolezza delle soluzioni relazionali e tecniche che di volta in volta facilitano il raggiungimento dei risultati. Tutte queste sono le condizioni perchè l’efficacia del gruppo di lavoro non venga delegata ai livelli di efficacia individuale (Kaneklin, op.cit.). Dunque, la caratteristica sostanziale del gruppo di lavoro risiede nelle relazioni funzionali al raggiungimento di un unico obiettivo, comune a tutti.

Perché il gruppo di lavoro sia efficace, facendo riferimento a quanto sopra detto, è necessario seguire 4 step:

  1. l’obiettivo comune sia ben definito, perseguibile e condiviso da tutti.
  2. vi sia una adeguata valorizzazione delle differenze tra i membri, in termini di competenze distintive, finalizzate al raggiungimento del risultato condiviso.
  3. vi sia un coordinamento funzionale del gruppo.
  4. lo scambio di informazioni sia fluido e basato su una forma di comunicazione chiara, diretta e trasparente.

In sintesi, in un gruppo di lavoro l’interazione è fondata sulla possibilità che i membri si danno di conseguire obiettivi comuni, di attraversare le difficoltà che si presentano, facendo leva sulle competenze diversificate messe a disposizione da ciascun membro, e infine di orientare il lavoro verso un compito condiviso. Il processo appena descritto si declina a fronte di due funzioni fondamentali: quella di produzione e quella di facilitazione. La prima è volta alla realizzazione di azioni come, la definizione dell’obiettivo, lo studio dei problemi, il decision making, la pianificazione e l’organizzazione di attività, lo scambio fluido di informazioni, più orientate su un versante operativo. La seconda funzione governa aspetti più intimi del gruppo, volti a garantire un funzionamento efficace dello stesso, attraverso la mediazione, la negoziazione, il confronto tra le diversità, l’integrazione, lo sviluppo di aspetti normativi, la gestione del conflitto.

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Monica Mandalà

About Monica Mandalà

Monica Mandalà ha scritto 29 articoli in questo sito.

Sono una Psicologa, esperta in modelli formativi. In passato sono stata Docente presso Università degli Studi di Palermo alla facoltà di Scienza della Formazione. Anche con le mie pubblicazioni, mi occupo di ricerca sociale applicata al management e sulla metodologia GOPP ( Goal Oriented Project Planning). Ho inoltre condiviso le mie competenze con articoli sui temi della gestione della conoscenza nella organizzazioni, sul Sicilian Walfare, sul capitale sociale, sullo sviluppo di comunità e sul cambiamento. Per i Clienti SDI, quale senior trainer, svolgo docenze nell'area della comunicazione interpersonale, leadership e teamworking. Realizzo specifici interventi negli aspetti psicosociali del settore sanità e servizi socio assistenziali. Per i clienti SDI cura la formazione nelle aree della crescita personale con particolare specializzazione del settore sanità e servizi socio assistenziali.