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Psicologia ed economia a braccetto per superare la crisi

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logocrescita01Il 22 ottobre abbiamo lavorato insieme ad un gran numero di partecipanti per condividere come per far crescere le aziende, sia necessario far crescere le persone.

E’ stata una giornata di studio e di confronto con un team di esperti che hanno fornito alle imprese interessate, un “pacchetto” di opzioni concrete per fronteggiare la congiuntura economica negativa, anche con l’ausilio della psicologia. Nel pomeriggio è stato anche presentato il libro “Coaching e sviluppo delle soft skills” (Casa editrice La scuola 2014) di Massimo Tucciarelli, certificato dalla International Coach Federation. «È una rete tecnica e non politica, di imprese che supportano altre imprese» ha spiegato l’ideatore Massimo Plescia, amministratore unico di Sdi. Sono intervenuti Carlo Bruschi (Consulente SDI di Organizzazione e gestione risorse umane) Antonio Siracusa (vicepresidente regionale della Piccola Industria di Confindustria).

1919635_706396486114426_8093685674049742044_nLa relazione di apertura è stata a cura di Massimiliano Oliveri (docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologia all’università d Palermo e fondatore di Neuroteam) che ha illustrato i vantaggi della psicologia applicata alla vita aziendale e del team coaching. «Esiste addirittura una branca che si chiama neuro economia – ha spiegato Oliveri – che consente l’ottimizzazione ed il miglioramento della performance in contesti di impresa e molte delle tecniche usate sono comuni al mondo dello sport. Il coaching funziona e, dopo un certo numero di interventi, produce i suoi effetti che possono essere anche quantificati attraverso la misurazione della frequenza cardiaca, con una applicazione gratuita per smartphone come “Heart Rate”, oppure attraverso la frequenza respiratoria o con strumenti che estraggono dall’elettroencefalogramma le onde celebrali che interessano. Non che ogni imprenditore debba tenere in azienda tali equipaggiamenti ma sono sempre più alla sua portata».

Possiamo quindi affermare che quella dell’Archimede pitagorico ad cui si accende la lampadina in testa quando arriva una buona idea non è soltanto una fortunata illustrazione, la neuroscienza, infatti, ha dimostrato che nel momento in cui un individuo prende la decisione giusta, giunge una vera e propria “illuminazione”. E questo accade in uno stato di grazia, in cui l’emisfero destro e il sinistro cooperano alla perfezione dal punto di vista elettrico, con la giusta alternanza di onde alfa e gamma.

Nella tavola rotonda che ha visto la presenza di  Cleo Li Calzi  (coordinatore del nucleo di monitoraggio e valutazione degli investimenti della Regione siciliana), Giancarlo Calderone (Responsabile unità imprese Banca Sant’Angelo), Eliana Romano (Preside dell’Istituto tecnico Ferrara di Palermo), Roberto D’Agostino (presidente del Parco Scientifico e Tecnologico di Sicilia), Fabio Montagnino (Direttore dell’incubatore d’impresa ARCA dell’Università di Palermo), nonchè lo stesso Antonio Siracusa,  sono stati illustrati scenari e strumenti che le imprese possono utilizzare, fin d’ora, per lottare contro la crisi, senza necessariamente attendere i tempi della politica.

Nel pomeriggio il seminario tecnico sul team coaching, coordinato da Sandra Giordano (Psicologa, trainer PNL e coach) e che ha coinvolto, con l’intervento e le conclusioni di Monica Mandalà (senior trainer SDI), anche Massimo Tucciarelli (Coach accreditato ICF), Carmen Pirrone (corporate coach e trainer), Claudia Alessi (imprenditrice e coach), ha mostrato le tecniche da cui deriva l’efficacia ed il successo del coaching aziendale.

Quella del team coaching è una sensibilità recente sollecitata anche dalla crisi che rende la ricerca del miglioramento dei livelli di produttività aziendale sempre più raffinata. Tra le conoscenze ormai acquisite c’è la validità del modello Google, con le sue frequenti pause e momenti ricreativi che aiutano a spegnere certe aree del cervello per incrementare la creatività. Infatti, la teoria non si basa sull’aumento a dismisura della concentrazione ma punta a far andare a frequenze più basse ciò che non interessa per focalizzare l’obiettivo. Rendendo l’imprenditore sempre meno contadino, che programma la semina, e più cacciatore attento agli stimoli ambientali.

Un grande grazie a tutti i relatori e, soprattutto, ai tanti partecipanti!

Di seguito la rassegna stampa.


dal minuto 7:40

 

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