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Quali strumenti per rendere effettivamente green un’azienda?

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azienda greendi Mariella Morabito*

Quando in azienda si parla di ambiente, inevitabilmente si deve o si dovrebbe fare riferimento a un concetto più ampio che è quello della “sostenibilità”. Quest’ultimo è un tema vasto e flessibile che comprende le sfide che una determinata organizzazione sceglie, quali fondamentali elementi per definire la propria presenza e il proprio impatto nella società e nelle comunità locali.

Gli strumenti

Il training

Uno degli strumenti più usati è certamente il training con dei percorsi formativi interni strutturati e continui sui temi più delicati della politica di sostenibilità. In tal senso non è pensabile che il sistema di rilevazione e soddisfazione dei gap formativi limiti la propria azione all’interno dell’azienda. Ancora una volta quindi dobbiamo considerare l’azienda come parte di un processo in cui essa da un lato, agisce come recettore di servizi o materie prime da parte dei fornitori e dall’altro, come fornitrice di beni e servizi rispetto al mercato. Se questo è vero, l’azione formativa a supporto dei valori fondamentali e della cultura di sostenibilità va indirizzata quantomeno ai fornitori core di materie prime e servizi, a garanzia che le loro organizzazioni siano sempre al corrente e adeguatamente formate sui principi fondamentali della sostenibilità in modo da garantire piena condivisione e coerenza dell’azione. Allo stesso modo vanno coinvolti i clienti nella misura in cui devono rendere compatibili con le esigenze di tutela ambientale anche le proprie aspirazioni in termini di innovazione di prodotto.

Un sistema per obiettivi

Altro importante strumento è un sistema in cui vengano definiti precisi parametri, standard e correlati obiettivi per ogni singolo sito. In materia di tutela ambientale la definizione parte sempre da un assessment dei parametri di legge nazionali ma molto spesso risulta anche più restrittivo nella concezione interna all’organizzazione; ciò a testimonianza del fatto che tali standard interni sono coerenti e rispettano in primis la cultura dell’azienda pur sempre nell’ambito della compliance legale. Questo sistema ha un senso solo se il raggiungimento degli obiettivi di sito è collegato ai risultati dell’intero business fino a raggiungere i livelli apicali dell’organizzazione.

Comunicazione Istituzionale

Ogni azienda di una certa dimensione si dota di sistemi di comunicazione istituzionale a supporto della diffusione del proprio sistema di valori e della propria cultura. Gli annual report o i report specificatamente dedicati ai temi della sostenibilità ambientale o le pagine dei siti web fanno parte di questi strumenti.

Quali sono le caratteristiche che essi devono possedere per carpire l’attenzione del lettore? Tre sono gli elementi che mi vengono in mente sulla base di una mera esperienza da lettrice. Innanzitutto queste pubblicazioni non dovrebbero mai essere troppo auto celebrative. Talvolta si cede al desiderio di glorificarsi degli sforzi fatti e dei risultati raggiunti ma questa tentazione non del tutto riprovevole, va sapientemente dosata con la priorità di risultare veri e credibili; è vero infatti che quando si parla di sostenibilità ambientale vi è spesso, e soprattutto di questi tempi, una certa sfiducia accompagnata a posizioni preconcette. Secondariamente ritengo che la precisione, la correttezza e l’affidabilità dei dati forniti siano elemento imprescindibile a garanzia della veridicità degli argomenti trattati e della correttezza e onestà dell’approccio dell’organizzazione. Infine tali dati vanno commentati come se il lettore non fosse assolutamente avvezzo a questo tipo di documenti in modo da attrarre l’attenzione del più vasto pubblico. Ciò garantisce una ampia diffusione del messaggio che l’azienda vuole condividere.

Un processo di validazione dei fornitori

I fornitori andrebbero sottoposti a un processo di validazione che garantisca che nelle prassi quotidiane essi rispettino i principi a fondamento della sostenibilità. Non sarebbe pensabile per esempio avere un fornitore che in paesi del terzo mondo sfrutti la manodopera infantile, perché questo sarebbe in netta antitesi con i principi stabiliti e condivisi. Come si garantisce che questo avvenga nella realtà? Solo un sistema di validazione fatto per esempio di audit in loco effettuati da personale specializzato e abituato alle osservazioni su campo può portare a risultati apprezzabili.

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*Mariella Morabito

Laureata in Scienze Politiche e specializzata in Risorse Umane e organizzazione, opera da più di 15 anni nel settore delle Risorse Umane. Ha operato in diversi contesti industriali; tra le esperienze più significative quelle maturate in ambito chimico e farmaceutico. Oggi è HR Manager presso FMC Italy Srl, azienda chimica appartenente al gruppo multinazionale FMC Corporation.

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