Home In evidenza Ricetta d’impresa: combattere sempre i costi fissi

Ricetta d’impresa: combattere sempre i costi fissi

5372
SHARE
immagine sdi

99ricette

Monitorate e combattete costantemente i costi fissi. Hanno sempre la caratteristica di crescere, silenziosamente.

Questa ricetta d’impresa deriva dall’osservazione che la maggior parte degli imprenditori si concentra più che altro sulla realizzazione del prodotto o del servizio e sul mercato. Bisogna però prestare mo9lta attenzione su un altro aspetto, economico finanziario che è poi quello che da solo, può mettere in ginocchio una azienda, e cioè, l’alta incidenza dei costi fissi sul loro totale.

I costi fissi, è bene ricordarlo, sono quelli che, a prescindere dall’andamento dei volumi di vendita, l’azienda deve sostenere.

I costi fissi alti comportano una limitata capacità di adattarsi alle evoluzioni del mercato e richiedono volumi sempre maggiori per raggiungere il punto di pareggio. Questo è uno degli aspetti che vanno valutati costantemente per tenere sotto controllo l’andamento aziendale.

Il punto di pareggio (break even) è il valore di ricavi necessari per recuperare i costi aziendali che sono dati dalla somma di costi fissi e variabili.

Come valutare il punto di pareggio

Con la doverosa premessa che, in queste ricette d’impresa, si forniscono indicazioni in via semplificata, rispetto alla precisione tecnica di una analisi condotta da valenti commercialisti o direttori amministrativi, per valutare il punto di pareggio si può affermare quanto segue:

Il prezzo di vendita di un prodotto/servizio ha due  macro componenti: costi variabili e costi fissi. I costi variabili sono quelli direttamente imputabili al prodotto e rappresentano le forniture ed i servizi acquisiti esclusivamente per la realizzazione del prodotto/servizio.

step 1) Calcolate la percentuale di costi variabili sul vostro prodotto/servizio e stimate una percentuale media aziendale.

step 2) Maggiorate il valore totale dei costi fissi, calcolati su base annua, di tale percentuale.

Otterrete così il valore di ricavi minimo per non essere in perdita. Da quel valore in poi comincerete a guadagnare.

Come stimare i costi fissi?

Le voci di costo fisso sono tante, ma è possibile raggrupparle in quattro macro voci:

 1) ammortamenti materiali ed immateriali;

2) tasse fisse, certificazioni ed autorizzazioni;

3) spese generali ed amministrative

4) costi del personale

Gli ammortamenti materiali ed immateriali sono legati agli investimenti aziendali fatti negli anni che perdono valore nel tempo. Gli ammortamenti non sono solo una voce contabile che il commercialista usa per dire se l’azienda chiude il bilancio in perdita o in utile, ma rappresentano un elemento fondamentale per pianificare i futuri investimenti aziendali.

Tasse fisse, certificazioni ed autorizzazioni. In questa categoria inserite tutti i costi che annualmente sostenete per potere esercitare l’attività aziendale. Tipicamente sono comprese autorizzazioni di legge, certificazioni di qualità e similari.

Spese generali ed amministrative sono voci di costo fisse che spaziano dall’affitto di locali e mezzi, fino ai consulenti, quali commercialista o consulente del lavoro. In questa voce vanno inseriti anche i costo dei contratti fissi di manutenzione, assicurazioni etc.

Infine il personale. Tale costo viene considerato il costo fisso per antonomasia. Sicuramente la legislazione italiana è troppo rigida per consentire alle aziende di adattarsi alle situazioni di mercato, sempre più incerte e complesse. Sul piano politico si possono proporre modifiche ed aprire dibattiti, ma gli uomini d’azienda devono operare con le leggi in vigore.

I costi del personale vanno suddivisi tra staff e linea. Nel personale di staff vanno inclusi i costi (lordo azienda) delle persone impegnate in amministrazione, progettazione, marketing e, in generale, tutte le aree non direttamente connesse al processo produttivo. Il personale di linea è quello, invece, che è direttamente impegnato nella realizzazione del  prodotto/servizio aziendale.

La somma di queste stime porterà a potere identificare il volume dei costi fissi. Questo dato va considerato sia in valore assoluto, che in percentuale ai ricavi del bilancio societario. Almeno una volta l’anno, effettuate una rilevazione dei costi fissi e riportateli su un semplice foglio elettronico che, nel tempo, riporterà i dati storici.

L’incidenza dei costi fissi sul fatturato sarà l’indicatore dello stato di salute della vostra flessibilità aziendale.

contattaciora1

Massimo Plescia

About Massimo Plescia

Massimo Plescia ha scritto 90 articoli in questo sito.

Ho fondato SDI Soluzioni d'Impresa srl nel 1991 e da allora ne sono l'Amministratore. Ho un’esperienza ultra ventennale nella gestione avanzata delle imprese e nella consulenza direzionale. Ha ricoperto ruoli di responsabilità e rappresentanza in importanti associazioni imprenditoriali ed istituzioni culturali, anche nazionali. Per i Clienti SDI, oltre al coordinamento generale delle attività, mi occupo dello sviluppo nuovi prodotti formativi, con particolare riguardo alle aree del Lean Management ed Internazionalizzazione. Per i clienti SDI cura le aree lean management e internazionalizzazione.

SHARE
Previous articleResponsabilità sociale d’impresa, oltre le SA8000
Next articleSempre più avanti verso l’unione di ambiente e sviluppo economico
Massimo Plescia
Ho fondato SDI Soluzioni d'Impresa srl nel 1991 e da allora ne sono l'Amministratore. Ho un’esperienza ultra ventennale nella gestione avanzata delle imprese e nella consulenza direzionale. Ha ricoperto ruoli di responsabilità e rappresentanza in importanti associazioni imprenditoriali ed istituzioni culturali, anche nazionali. Per i Clienti SDI, oltre al coordinamento generale delle attività, mi occupo dello sviluppo nuovi prodotti formativi, con particolare riguardo alle aree del Lean Management ed Internazionalizzazione. Per i clienti SDI cura le aree lean management e internazionalizzazione.