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Ricette d’impresa per chi vuole creare la propria prima azienda: l’idea

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Prima di investire tempo e denaro nella vostra iniziativa, testatela con le persone che vi sono più vicine. Se non riuscirete ad avere riscontro positivo da loro, sarà difficile averlo dal mercato. Usate la testa, oltre che il cuore.

Tanti hanno idee, pochi riescono a metterle in pratica. Solo le idee messe in pratica però possono diventare buone idee.

Leggendo questo contributo scoprirai come iniziare a capire se le tua idea d’impresa sia realizzabile e come cominciare a costruirne il suo percorso di attuazione.

«Lo spunto per questo articolo – spiega Plescia – mi è venuto dall’incontro con quattro ricercatori che, dopo avere operato per anni in un importante ente di ricerca, hanno deciso di cominciare un percorso di autoimprenditorialità. Ho visto nei loro occhi, e recepito dalle loro parole, quel mix di paura, attesa e volontà che precede sempre l’incontro con le grandi sfide della vita. Ai tanti futuri imprenditori di prima generazione è dedicato questo articolo».

Per cominciare bene, i consigli imprenditoriali sono due, ed entrambi vanno considerati insieme per potere arrivare a quello che possiamo chiamare lo “step zero” dello start up d’impresa.

I due ambiti fondamentali per l’impostazione della costruzione della nuova realtà d’impresa sono:

  • idea
  • organizzazione
Come valutare l’idea prima di cominciare

Un esperto, che si attenesse ad un approccio classico, consiglierebbe di rivolgersi ad una società di ricerche di mercato per effettuare una indagine volta a realizzare un sondaggio presso un campione rappresentativo del mercato di riferimento. Certamente sarebbe un consiglio giusto e le indagini di mercato sono iniziative utili.

In questa sede voglio, però, segnalare un approccio che, con pochi soldi, permette di avere  ancora più informazioni ed è basato sulle sensazioni che quando l’avvio di una nuova azienda non è ancora arrivato allo step zero, contano di più dei numeri.

Come capire se la vostra idea è potenzialmente valida? Semplice, andarlo a chiedere direttamente agli interessati.

Gli interessati non sono esperti, colleghi o altri che conoscono l’ambito di riferimento della vostra idea, ma sono i potenziali clienti. Fate una lista di 10 potenziali clienti che già conoscete (se non riuscite ad identificare esattamente 10 potenziali clienti, cominciamo proprio male…). Cercate tra amici, conoscenti, parenti, amici di amici, li troverete!

Usate un approccio diretto ed informale e parlate individualmente con tutti. Chiedete in generale se comprano prodotti/servizi simili al vostro ed in quale ordine di grandezza di prezzo. ATTENZIONE non rivelate che state facendo un’analisi per una iniziativa imprenditoriale. Se spiegherete che si tratta di un primo studio per avviare la vostra iniziativa, inevitabilmente, le risposte saranno influenzate da un ottimismo ed incoraggiamento proporzionale al grado di affetto e conoscenza che avrete con l’interlocutore. Svolgete preferibilmente questi colloqui da soli, mentre i vostri potenziali soci, fanno lo stesso con altri. Solo al termine confrontate le risposte e le impressioni.

Ingrediente della ricetta d’impresa: l’analisi SWOT

Basate i vostri colloqui ed il confronto di risposte e sensazioni con i soci su un modello condiviso. Consiglio di utilizzare uno schema SWOT. La SWOT analysis, in sintesi, è definibile come  uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza (Strengths), debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o in un’impresa o in ogni altra situazione in cui un’organizzazione o un individuo debba svolgere una decisione per il raggiungimento di un obiettivo.

Suggerisco le principali domande che dovreste porvi in relazione alle quattro aree della SWOT:

Area interna: Punti di forza

  • Cosa rende forte il nostro prodotto/servizio?
  • Cosa lo rende migliore della concorrenza?
  • Questi punti di forza sono chiari per il cliente?

Area interna: Punti di debolezza

  • Quali sono i punti di debolezza del nostro prodotto/servizio?
  • Cosa rende i concorrenti migliori?
  • Ci sono azioni che permettono di rimuovere queste debolezze?

Area esterna: Opportunità

  • Quali fattori esterni (legislazione, ambiente) potrebbero favorire il nostro prodotto/servizio?
  • Abbiamo le risorse per sfruttare queste opportunità?

Area esterna: Minacce

  • Quali fattori esterni possono ridurre la nostra potenzialità di mercato?
  • Come posso modificare l’idea per trasformare queste minacce in opportunità?

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Massimo Plescia

About Massimo Plescia

Massimo Plescia ha scritto 91 articoli in questo sito.

Ho fondato SDI Soluzioni d'Impresa srl nel 1991 e da allora ne sono l'Amministratore. Ho un’esperienza ultra ventennale nella gestione avanzata delle imprese e nella consulenza direzionale. Ha ricoperto ruoli di responsabilità e rappresentanza in importanti associazioni imprenditoriali ed istituzioni culturali, anche nazionali. Per i Clienti SDI, oltre al coordinamento generale delle attività, mi occupo dello sviluppo nuovi prodotti formativi, con particolare riguardo alle aree del Lean Management ed Internazionalizzazione. Per i clienti SDI cura le aree lean management e internazionalizzazione.

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Ho fondato SDI Soluzioni d'Impresa srl nel 1991 e da allora ne sono l'Amministratore. Ho un’esperienza ultra ventennale nella gestione avanzata delle imprese e nella consulenza direzionale. Ha ricoperto ruoli di responsabilità e rappresentanza in importanti associazioni imprenditoriali ed istituzioni culturali, anche nazionali. Per i Clienti SDI, oltre al coordinamento generale delle attività, mi occupo dello sviluppo nuovi prodotti formativi, con particolare riguardo alle aree del Lean Management ed Internazionalizzazione. Per i clienti SDI cura le aree lean management e internazionalizzazione.