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Sostenibilità ambientale in azienda: organizzazione e leadership

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sostenibilità*di Mariella Morabito

Chi sono i portatori di interesse in ambito di sostenibilità e come li definiamo?

In linea di massima, la risposta è che si tratta delle persone e delle organizzazioni che condividono gli obiettivi strategici e di business dell’organizzazione da un lato e  gli individui e le comunità che sopportano l’impatto economico, industriale e ambientale derivato dalle attività che l’azienda porta avanti dall’altro.

È evidente quindi che il concetto di sostenibilità non rimane chiuso all’interno dell’organizzazione ma permea di sé tutte le attività e gli ambiti in cui la stessa direttamente o indirettamente agisce. In questo senso l’azienda deve essere vista in un’ottica di processo orizzontale che investe fattori e attori che agiscono all’esterno di essa e ne condizionano in senso positivo o negativo l’azione.

Quale struttura organizzativa consente che i principi della sostenibilità non rimangano un mero slogan declinato sul web per ingentilire l’immagine di una azienda, una industria chimica o petrolifera, agli occhi del mondo esterno? Ho avuto la fortuna di essere all’interno di un’organizzazione strutturata in tal senso e ne ho potuto tastare con mano gli effetti benefici. In linea generale comunque mi pare si possano individuare alcuni elementi imprescindibili affinché la sostenibilità diventi parte integrante della cultura di un’azienda e investa in modo efficace le prassi quotidiane di lavoro di tutte le persone che fanno parte dell’organizzazione stessa.

Volendo schematizzare, direi che all’apice certamente va individuato un Comitato cui spetta la definizione condivisa con gli stakeholders dei valori e degli obiettivi di sostenibilità. In linea con il Comitato, va definito un gruppo che si occupi di pensare alle modalità operative e agli strumenti concreti di lavoro, con cui questa cultura e questo sistema di valori possano essere efficacemente diffusi e declinati all’interno e all’esterno dell’organizzazione secondo quello schema di processo cui poc’anzi facevamo riferimento. Ad esso spetta per esempio la definizione degli strumenti più utili per la diffusione della cultura e dei valori della sostenibilità. A seguire nella piramide organizzativa vedo dei team che agiscono a livello di divisione, funzione o a livello geografico formati dai membri della R&S, del marketing, della supply chain, delle operations e delle Risorse Umane per garantire che le prassi di lavoro siano conformi alla cultura e ai valori condivisi.

Da membro della comunità HR, infine, mi preme fare una considerazione. Ogni cultura, sistema di valori o insieme di regole, necessita sempre un coinvolgimento delle persone. La diffusione capillare dei principi di una organizzazione si realizza solo nel momento in cui i singoli individui fanno propri quei principi e li declinano nel loro comportamento quotidiano. In questo senso il ruolo più importante è svolto come sempre dai manager o comunque da chi ha la responsabilità del coordinamento delle persone e in questo senso esercita o dovrebbe esercitare una leadership. Essi hanno la possibilità di modificare non le attitudini probabilmente ma certamente i comportamenti, Leading by example è lo strumento più efficace che io conosca in questo senso perché significa coerenza tra quanto si dice essere corretto e quanto poi si agisce nel concreto. Show me, don’t tell me, sintetizza questo concetto e si estrinseca nel fatto che i responsabili devono agire sempre in modo coerente rispetto ai principi che l’organizzazione definisce come fondamentali e allo stesso tempo vuole che, quando all’interno dell’organizzazione emergono comportamenti positivi, essi vadano evidenziati e premiati perché questo ne potenzia l’efficacia e ne amplifica le ricadute positive sulle altre parti dell’organizzazione.

*Mariella Morabito

Laureata in Scienze Politiche e specializzata in Risorse Umane e organizzazione, opera da più di 15 anni nel settore delle Risorse Umane.Ha operato in diversi contesti industriali; tra le esperienze più significative quelle maturate in ambito chimico e farmaceutico. Oggi è HR Manager presso Cargill Pectin Italy, azienda chimica appartenente al gruppo multinazionale Cargill Incorporeted.

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