George Bernard Shaw usava dire: “Le persone che progrediscono nella vita sono coloro che si danno da fare per trovare le circostanze che vogliono e, se non le trovano, le creano.”

Fare parte di un’azienda, o di un team in generale, vuol dire fare parte di una collettività dove ognuno ricopre uno specifico ruolo e assume determinate responsabilità. Ma per aumentare il potenziale bisogna attuare diverse strategie.

La proattività nel lavoro come strumento di azione

In un mercato dinamico e in continua evoluzione, saper intervenire in anticipo sulle situazioni lavorative potrebbe garantire molteplici benefici sia all’azienda che alla propria posizione. In sostanza, è fondamentale dotarsi di spirito di iniziativa e responsabilizzarsi di fronte a determinati eventi, senza ricevere istruzioni o indicazioni dall’esterno. Per applicare il concetto di proattività, bisogna avere una propensione caratteriale che può essere così riassunta:

  • capacità di assumersi i rischi delle proprie azioni;
  • fiducia in se stessi e nei propri mezzi;
  • spirito creativo e intuitività;
  • gestione adeguata degli imprevisti;
  • credere nelle proprie scelte.Oltre alle attitudini caratteriali, l’atteggiamento proattivo deve essere favorito anche dall’azienda e dall’ambiente lavorativo tramite l’instaurazione di un clima di fiducia reciproco e lasciando libertà d’azione ad ogni singolo soggetto senza che esso debba sentirsi limitato dalla propria mansione in una logica puramente esecutiva. Una maggiore responsabilità a carico del lavoratore gli può conferire maggiore autostima ed una diversa distribuzione delle responsabilità in ambito lavorativo.La proattività è quindi quell’atteggiamento che consiste nel prendere iniziative al di sopra delle proprie mansioni specifiche.

La proattività porta ad un coinvolgimento dei vari settori aziendali per migliorarli. La definizione è stata ampliata ad un concetto più grande, ovvero alla dominazione delle situazioni che si verificano, prendendo in prima persona l’iniziativa e non subendo quella degli altri. Per agire in maniera proattiva è importante intervenire direttamente in tutte le variabili legate al proprio operato.

Alcuni consigli per cominciare ad essere proattivi:

  • evitare le critiche verso i colleghi e dare il buon esempio;
  • non accusare di debolezza gli altri;
  • evitare di accusare in maniera non costruttiva;
  • prendere iniziativa e pensare con la propria testa.

Il cambio di atteggiamento non dovrà avvenire solo in relazione al proprio operato e alla propria posizione organizzativa, ma dovrà essere esteso anche ai rapporti con i colleghi. La proattività nei collaboratori può portare ad una riduzione del tempo necessario per risolvere le problematiche, non andando a coinvolgere i superiori nel processo decisionale. Per consentire l’emersione della proattività risulta fondamentale l’instaurazione di un clima di fiducia volto a rafforzare i legami tra colleghi.

Per esempio, immaginiamo un operatore che ha come responsabilità il controllo della linea di produzione di un determinato prodotto; costui si accorge che una riprogrammazione del macchinario porterà ad una sensibile riduzione del rischio di imperfezioni. L’operatore è importante che abbia la fiducia in se stesso ed il giusto ascolto per proporre la soluzione al proprio superiore, prendendo un’iniziativa non prevista per la sua mansione e assumendosi il valore della sua intuizione.

Lo sviluppo maggiore della proattività si diffonde maggiormente in ambienti lavorativi che applicano un’organizzazione specifica come i team e la rotazione delle mansioni. Questo atteggiamento si discosta da quello reattivo che consiste nella capacità di saper reagire ad eventi e problematiche ma non di saperle prevedere e affrontare in maniera diretta.

Proattività: ruoli e responsabilità

Gli atteggiamenti proattivi possono essere classificati in vari livelli: gestione dei processi, anticipazione di una possibile problematica, ipotesi per la risoluzione dei problemi, miglior sfruttamento degli strumenti di lavoro. L’applicazione di un’atteggiamento proattivo da parte dei manager, invece, può portare allo sviluppo di interessanti potenzialità quali:

Analisi dei dati: grazie alla digitalizzazione, il manager può cercare di conoscere più a fondo i propri clienti e capire le esigenze degli stessi e ampliare le offerte.

Pianificazione strategica: agendo proattivamente si potranno attuare nuove strategie e piani operativi.

La proattività è quindi intesa come una componente utile al miglioramento della produttività. Una specifica gestione delle risorse umane può incentivare gli atteggiamenti proattivi a discapito della passività ed un approccio al lavoro meramente esecutivo.

I 5 segreti per un approccio proattivo al lavoro: 

  1. valutare i processi attraverso l’analisi e l’elaborazione dei dati da fornire ai manager;
  2. pubblicare le intuizioni da parte dei collaboratori per infondere gratificazione e spronare il resto degli operatori/collaboratori;
  3. fare riunioni periodiche per confrontarsi sulle azioni svolte;
  4. investire sulla capacità dei team leader di infondere un cambiamento dell’atteggiamento a favore della proattività;
  5. favorire l’apertura mentale e la condivisione a discapito dell’isolamento delle idee altrui.

L’attuazione di questi approcci porterà ad una maggiore responsabilità e gratificazione nei collaboratori, scoraggiando coloro che dimostrano una resistenza al cambiamento.