* di Roberto Braj

In questi primi mesi del 2020 ci siamo trovati in una situazione inaspettata e drammatica. Un nuovo virus sorto in Asia orientale sta mettendo a dura prova il sistema-mondo, essendosi ormai diffuso fermamente a livello globale.   Oltre alle ovvie ricadute sul piano socio-umano e sanitario, il virus sta avendo un impatto importante anche sul sistema economico globale. Oltre alle incertezze sui mercati e le difficoltà commerciali, gli effetti sulle imprese agiscono anche ad un livello molto più basilare, ovvero quello dei contatti interpersonali negli spazio di lavoro.

La nuova inimmaginabile situazione ha spinto le imprese a superare lo spirito di conservazione (anche grazie al miglioramento della infrastruttura internet nazionale) ed a scegliere di sperimentare forme di lavoro per loro spesso innovative. Stiamo parlando in particolare dello Smart Working.

In questo articolo approfondiremo le caratteristiche di questa pratica, parlando delle buone ragioni per farne uso indipendentemente dalla necessità legate alla diffusione del virus.

Capiamo pienamente il significato di Smart Working

Come dicevamo, la situazione attuale ha avuto l’effetto di far conoscere le potenzialità dello Smart Working anche alle aziende che non avevano mai concretamente considerato l’opportunità. Ma in che cosa consiste? In breve, lo smart working è innanzitutto un cambio di paradigma organizzativo.  Nell’immaginario classico il concetto di lavoro è legato ad un luogo, ovvero, ad una precisa collocazione spaziale in cui espletare e compiere le nostre attività. In questa visione classica, legata a spazi canonici quali gli uffici e le sale riunioni, il luogo della produttività è accentrato negli spazi dell’azienda, richiedendo la presenza fisica del lavoratore. La visione classica che abbiamo appena descritto ha ovviamente la sua validità, anche perché non è ugualmente sostituibile in tutti i settori (si pensi al manifatturiero), tuttavia essa può coesistere, ed in alcuni casi essere sostituita, con una concezione in cui il luogo del lavoro va in secondo piano, per far assumere centralità ai risultati e alla flessibilità dei mezzi offerti dalle tecnologie informatiche, che si traduce in autonomia per i lavoratori nella loro gestione del tempo.

Smart Working significa propriamente “lavoro intelligente”, ovvero, la possibilità di ottenere risultati efficaci, in maniera uguale o superiore, tramite un uso responsabile e maggiormente autonomo del proprio tempo e dei mezzi a disposizione. In termini molto concreti significa poter organizzare riunioni in tempi rapidi e all’occorrenza, senza essere necessariamente presenti nella stessa stanza, grazie all’uso di collegamenti internet, microfoni e webcam. Per un commerciale significa poter accedere tramite PC o cellulare aziendale al database cloud dei clienti senza dover tornare in ufficio di volta in volta. Significa poter espletare le pratiche da casa connettendosi alla rete. Significa poter lavorare in team tramite tablet a progetti complessi insieme a colleghi fisicamente distanti tra loro. Significa sopratutto non limitarsi ad interpretare lo Smart Working come un semplice lavoro a distanza, ma declinare il lavoro come attività flessibile, agile, e declinabile in modo autonomo per ottenerne la massima efficacia.

Quindi, significa anche recuperare un sano work-life balance (equilibrio vita-lavoro), permettendo ai lavoratori di gestire il proprio tempo in modo flessibile ed efficace e compatibile con il raggiungimento dei risultati, consentendo così un rapporto maggiormente sereno tra attività lavorative, impegni e vita privata. In poche parole, Smart Working significa avere al contempo l’ufficio da nessuna parte ed in ogni luogo, permettendo una gestione del proprio tempo indipendente da quelle che una volta erano le limitazioni degli spostamenti, degli spazi, degli incontri e dell’accesso ai materiali, portando anche ad un incremento dei risultati dovuto alla riduzione dei tempi morti dovuti a spostamenti e distanze tra le persone.

Smart Working, una concezione valida sempre

Senza dubbio avremmo tutti preferito di non ritrovarci nella situazione in siamo in questi mesi, tuttavia una qualità dell’intelligenza umana è quella di riuscire a trasformare le difficoltà in opportunità di miglioramento. Questa situazione ha fatto uscire molte aziende fuori dalla propria zona di comfort costringendole a fare i conti con una pratica, vista alle volte con scetticismo, accorgendosi così dei suoi lati positivi. Si è scoperto che “supervisione” ed “autonomia” non sono concetti necessariamente antitetici ma possono combinarsi armoniosamente ed in modo sereno, ovvero, che il lavoro può essere declinato in primo luogo come community, cioè rete connessa e dinamica di collaborazione tra professionisti che scambiano i tra loro dei feedback.

Lo Smart Working per l’azienda significa la riduzione dello stress e l’aumento della soddisfazione del lavoratore, significa poter gestire in modo flessibile e produttivo le necessità di assenza dei lavoratori, significa molto concretamente anche poter ridisegnare la suddivisione degli spazi delle sedi e ridurne i consumi abbattendo i costi. Significa ottimizzare i tempi.

Ciò considerato, quel che possiamo fare è cogliere questo momento per confrontarci con la rigidità delle nostre abitudini e dei nostri dubbi per sperimentare seriamente e scoprire che lo Smart Working diventerà presto qualcosa di utile, pratico e concreto, e non una semplice necessità emergenziale.

Augurandoci che questo momento di difficoltà finisca presto per tutti noi, ricordiamo sempre che la più grande capacità delle persone è quella di poter imparare e scoprire potenzialità che spesso non appaiono immediatamente evidenti in contesti usuali. Forse scopriremo che la produttività può coniugarsi efficacemente con il tempo da dedicare ai nostri affetti, e ciò non è poco.

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Laurea in Scienze Filosofiche e Master di II livello in “Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane” presso l’Università degli Studi di Palermo. Esperto di rapporti sistemici tra le persone. Il “Lavoro” è senza dubbio uno dei rapporti più importanti e significativi della vita umana e per questa ragione ha fatto del mondo HR un’area di sviluppo personale e professionale. In SDI si occupa di dello studio dei sistemi digitali a supporto dei processi HR e della customer satisfaction dei clienti.