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Cina e Antidumping. Sei favorevole al possibile riconoscimento dello Status di Economia di Mercato alla Cina?

cinaIl libero commercio è un motore riconosciuto della crescita e della creazione di occupazione, ma richiede che la concorrenza leale, senza distorsioni, sia preservata tra i produttori nazionali ed esteri. Nel caso in cui ingiuste pratiche commerciali distorcano le condizioni di mercato è possibile attivare strumenti di difesa commerciale, quali le misure anti-dumping e anti-sussidi, ossia delle misure attuate da uno stato, allo scopo di contrastare la vendita di merci estere a prezzi inferiori a quelli del mercato interno per il ripristino di condizioni eque.

In condizioni di mercato normali (ossia in caso di paesi aventi status di economia di mercato – Market Economy Status – MES), nel corso delle inchieste volte ad accertare la presenza di dumping, quest’ultimo è determinato mettendo a confronto il prezzo di esportazione di un prodotto diretto verso l’UE con il prezzo interno (o, in mancanza, il costo di produzione) applicato nel paese esportatore (“standard dumping methodology“).

Tuttavia, le regole dell’ Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) prevedono una metodologia particolare per i paesi che detengono un monopolio o un quasi-monopolio del commercio e in cui i prezzi interni dei prodotti sono fissati dallo Stato (Non-Market Economy Status- NMES);  tra questi paesi figura la Cina. In questi paesi i prezzi e i costi interni non sono utilizzati come base di confronto, come nel caso della metodologia standard sopradescritta, in quanto si ritiene che la pervasiva influenza dello Stato nell’economia li renda inaffidabili. Le autorità investigative utilizzano, invece, come base per il calcolo del margine di dumping, i dati di un paese terzo ad economia di mercato (“Non-Market-Economy methodology”).

Quando la Cina aderì all’OMC nel 2001, in ragione della persistenza di distorsioni significative nell’economia fu consentito agli altri membri dell’OMC di non considerare il paese come un’economia di mercato ai fini dei procedimenti anti-dumping, (sezione 15 del protocollo di adesione).

Tuttavia, alcune delle disposizioni della sezione 15, relative alla “comparabilità dei prezzi nella determinazione del dumping e del sussidio” scadranno il prossimo 11 dicembre; la Commissione europea sta quindi valutando le tre seguenti opzioni base:

  • Non modificare la legislazione europea;
  • Modificare la metodologia antidumping per i TDI senza misure aggiuntive;
  • modificare la metodologia anti-dumping per i TDI all’interno di un pacchetto comprensivo di misure aggiuntive.

Nel caso in cui la Cina – e altre economie ad oggi classificate NMES-  non ricada più nelle previsioni di cui all’ articolo 2.7 (b) del regolamento antidumping europeo, la “Non-Market-Economy methodology” per il calcolo del margine di dumping non potrà essere ulteriormente applicata. In genere, ciò determina margini di dumping più bassi, in quanto la metodologia di calcolo standard del dumping non prende in considerazione le restanti distorsioni presenti nell’economia cinese e/o nelle altre NMES. Questi margini più bassi possono ridurre l’efficacia degli strumenti di difesa commerciale dell’UE, con il rischio di consentire l’ingresso nel mercato UE si importazioni in dumping e conseguenti, potenziali effetti negativi sull’industria europea, in termini di produzione, e sull’occupazione.

La Commissione sta quindi analizzando le varie opzioni disponibili, comprese quelle di un possibile cambiamento nella legislazione sulla difesa commerciale in vigore, al fine di ridurre al minimo l’impatto sugli operatori economici.

A tal fine il 10 Febbraio 2016 la Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica, che consiste in un questionario rivolto a tutte le imprese, associazioni, istituzioni, e privati direttamente e indirettamente interessati e/o coinvolti nella materia della Difesa Commerciale.

La consultazione durerà 10 settimane e si concluderà il 20 Aprile 2016.

Durante tale periodo ogni operatore interessato agli Strumenti di Difesa Commerciale avrà la possibilità di rispondere al questionario proposto dalla Commissione dando un contributo concreto al dibattito.

Questa consultazione pubblica intende aiutare la Commissione nel raccogliere le principali preoccupazioni delle parti interessate sulle conseguenze economiche delle diverse opzioni politiche e nell’individuare il modo più efficace per ovviare agli eventuali effetti negativi. I risultati della consultazione saranno inseriti in una Valutazione di Impatto che contribuirà a plasmare la posizione della Commissione per quanto riguarda una possibile modifica legislativa.

Questo esercizio rappresenta l’unica possibilità che privati cittadini e imprese avranno per far sentire la propria voce alle Istituzioni Europee, rappresentando i problemi, le difficoltà e le necessità del sistema produttivo nazionale, che ad oggi è il primo beneficiario nell’ UE delle misure anti-dumping e anti-sovvenzione.

Dal seguente link è  possibile scaricare copia della consultazione da compilare e restituire non oltre il 19 aprile 2016:

http://www.confindustriasicilia.it/comunicazione.asp?id=100&id_news=463&anno=2016

Al MiSE insediati i gruppi su Intelligenza Artificiale e Blockchain

Cioffi: “L’Italia può dare contributo determinante a strategia europea. Ci candidiamo a ospitare laboratorio UE sull’IA”

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Fonte: https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2039109-al-mise-insediati-i-gruppi-su-intelligenza-artificiale-e-blockchain

Quanto innovazione in azienda fa rima con sviluppo dei territori?

Innovazione aziendale e sviluppo dei territori: come sono legati?

Da sempre l’innovazione aziendale è un elemento fondamentale e imprescindibile per assicurare la competitività dell’impresa. Infatti l’uso delle più recenti tecnologie o modalità produttive, applicate al proprio settore, permette di avere un vantaggio rispetto ai concorrenti e di poter andare incontro ai bisogni della clientela che sono in continua evoluzione.

Ad esempio, diventa possibile migliorare e velocizzare la produzione, evadere più rapidamente gli ordini e assicurare il rispetto di elevati standard qualitativi. Al tempo stesso negli ultimi tempi è stato sottolineato come il binomio innovazione e competitività possa essere applicato all’ambito sociale e dei territori. Infatti diventa possibile dare vita a istanze di cambiamento ed evoluzione caratterizzate da un alto potenziale di emancipazione socio-politico e di valorizzazione del contesto di riferimento. Ciò non vale soltanto per le grandi aziende, ma persino per le piccole e medie imprese. Adottare una politica di miglioramento continuo all’interno delle PMI permette di avere ricadute benefiche ed effetti positivi sull’intero territorio, dando luogo a uno sviluppo a medio e lungo termine che coinvolge un alto numero di soggetti e attori. Questo fatto è reso possibile dalla creazione di sinergie di sviluppo basate appunto sulla necessità di garantire la competitività delle aziende.

Da un lato i concorrenti dell’impresa che ha adottato per prima le innovazioni responsabili della sua crescita sono spinti a seguirne l’esempio, in base ai naturali processi di competizione. Questo porta sempre in alto la creazione di ricchezza e posti di lavoro per la comunità.

Al tempo stesso l’intero sistema economico beneficia di queste modalità perché la tendenza a imitare questa tendenza coinvolge, nella maggior parte dei casi, persino soggetti e operatori che appartengono ad altri settori.

L’importanza delle innovazioni e della loro contestualizzazione

Varie amministrazioni pubbliche hanno rilevato come l’adozione di innovazioni nei processi produttivi, distributivi e strategici da parte delle piccole e medie imprese abbia ricadute notevoli sulla stessa struttura dei territori e sul loro sviluppo sociale ed economico. Ciò non vale soltanto per le soluzioni del comparto industriale, ma anche per quelle relative al terzo settore, all’erogazione dei servizi, al commercio e al turismo. La competitività diventa una vera e propria occasione per spingere altri operatori e ambiti a innovare e modernizzare comparti economici molto diversi tra loro. Il miglioramento aziendale viene quindi inserito all’interno di un’ottica di sistema e consente alle PMI di potersi adeguare alle richieste di mercati sempre più complessi e dinamici. Di conseguenza le imprese risultano avere una posizione molto più salda e consapevole, oltre a essere in grado di rispondere meglio ai futuri sviluppi del comparto di riferimento e di quelli collegati.

Naturalmente occorre tenere a mente la responsabilità delle amministrazioni che devono mettere a disposizione delle imprese le infrastrutture necessarie per inserire l’adozione di innovazioni da parte delle aziende all’interno di un processo consapevole di evoluzione che coinvolga l’intero territorio. Tuttavia questo non deve rappresentare un alibi per le imprese che, vista le enormi carenze della latitanza della pubblica amministrazione, rinunciano al ruolo di primi innovatori all’interno delle comunità.

Sono molte le soluzioni che si possono mettere in atto. Tuttavia, molto spesso, si punta alla realizzazione di un vero e proprio rapporto di partnership progettuale e strategico tra aziende, attori privati e soggetti pubblici con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo e la crescita delle PMI nel territorio. L’elemento umano diventa un fattore di primaria importanza per supportare le innovazioni e le competenze diverse e complementari che permettono di ottenere risultati ottimali. Infatti la valorizzazione delle imprese non può prescindere dal legame di questi soggetti con l’economia nel suo insieme e con la cultura del territorio. L’innovazione, infatti, necessita di competenze adeguate da parte dei lavoratori coinvolti e solo una continua, attenta, personalizzata, competente azione di formazione in azienda può rendere le imprese pronte a raccogliere la sfida del cambiamento continuo.

Per non essere solo ad affrontare questa sfida

Canepa: convocato al MiSE il tavolo di crisi

L’azionista valuta l’ingresso di un partner. Entro gennaio verranno valutate le offerte non vincolanti

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Fonte: https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2039096-canepa-convocato-al-mise-il-tavolo-di-crisi

CMC Ravenna, pagamento degli stipendi entro gennaio

A febbraio verrà insediato il tavolo sul settore delle costruzioni a cui prenderanno parte MIT e MLPS

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Fonte: https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2039095-al-mise-tavolo-di-crisi-sulla-cmc-di-ravenna

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