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Tavolo ILVA il 5 settembre

All’incontro con le parti parteciperà il Ministro Luigi Di Maio

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Fonte: http://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2038569-tavolo-ilva-il-5-settembre

Non ci sono più scuse per non sapere: Export Lab Sicilia dell’ICE. Formazione gratuita.

Chi vuole andare a vendere all’estero, sa che senza le giuste competenze non si ottengono risultati e si perde tempo e denaro.

L’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane offre la possibilità a 25 aziende siciliane di ricevere, non solo la formazione di base necessaria ad avere un ufficio export in azienda, ma anche affianca le aziende in uno specifico progetto di sviluppo sui mercati esteri.

Il tutto gratis!

Essendo una opportunità rara e preziosa bisogna superare una selezione. Per partecipare è indispensabile presentare la domanda di partecipazione dopo avere verificato e dimostrato i requisiti previsti dal bando.

Leggi il bando

Scadenza domande 1 ottobre 2018. Criterio fondamentale è l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Affrettatevi!

Per chiarimenti e supporto nella predisposizione della domanda, non esitate a contattarci.


 

 

 

Come la formazione esperenziale lascia il segno nelle aziende

Fare per imparare meglio. Si impara di più dal ricordo di una esperienza che dal didattica tradizionale?

Dipende. Dipende dagli obiettivi formativi e dagli argomenti. Vediamo meglio quello che riguarda la formazione esperenziale. La formazione esperienziale presuppone di per sé che si ponga un’attenzione particolare al profilo psicologico delle risorse umane presenti in azienda, considerandole all’interno del contesto specifico nel quale operano. Questo è uno degli elementi principali che contraddistingue questo approccio formativo da quello tradizionale; infatti l’importanza della sfera emotiva diviene centrale per ottenere l’equilibrio perfetto in vista dei risultati prefissati.

Così facendo ognuno potrà gestire al meglio le proprie emozioni, intercettandole e rendendole fonti di empatia per poter collaborare con gli altri. Questo risultato accrescerà le motivazioni e la sicurezza in sé, elementi indispensabili per gestire le proprie energie, incanalandole verso gli scopi prefissati.
Emotività, e di conseguenza, stress, non saranno più elementi estranei all’interesse aziendale, ma diverranno strumenti adeguati per completare il processo di consapevolezza e apprendimento.

Un nuovo modo di apprendere

La formazione esperienziale è un percorso importante e innovativo per la crescita professionale di una risorsa umana all’interno di un’azienda che usa in maniera massiccia il concetto della metafora; esperienze fisiche come metafora delle dinamiche aziendali.

Una formazione di questo tipo pone quindi in primario ordine l’esperienza.
L’esito e il successo in un percorso simile è un risultato di rilievo non soltanto individuale, per il lavoratore, ma per l’azienda stessa. Infatti, si tratta di un risultato con risvolti positivi e determinanti soprattutto per l’ambiente lavorativo nel quale si realizza.

Questa metodologia di apprendimento delle competenze, necessarie a far crescere le organizzazioni è innovativa poiché si allontana notevolmente dall’indicazioni tradizionali per l’apprendimento di una mansione o di una competenza. In effetti, il metodo tradizionale predilige inizialmente un approccio formativo teorico. Questo punto di vista è sempre stato, però, troppo esterno rispetto alla realtà che le risorse umane affrontano in azienda. L’approccio esperienziale favorisce un apprendimento immediato, perché realizzato sul campo e vissuto sulla propria pelle, che permette di sviluppare comportamenti ed approcci positivi ed innovativi.

Un esempio applicativo è l’outdoor training. Questa pratica prevede che il lavoro venga svolto in un ambiente esterno, all’aria aperta. Le condizioni nelle quali si opera, devono rendere l’ambiente il più naturale possibile. Per esempio, l’outdoor training si può porre l’obiettivo di mettere in condizioni le risorse umane di apprendere il metodo per risolvere i problemi in tempi brevi, calcolando il rischio e controllando lo stress derivante. Ma non solo; questa pratica si pone anche l’obiettivo di insegnare il confronto tra più risorse, accettando le diversità. Il risultato ottenuto sarà quello di rinforzare la fiducia verso se stessi.

Apprendimento, sviluppo e crescita

Uno dei modi migliori per far sì che l’apprendimento sia efficace, è fare in modo che esso si sviluppi in un ambiente in cui le risorse impegnate siano esse stesse consapevoli di quali siano gli obiettivi raggiungere e di quanto intenso sia lo sforzo messo in campo. Così, un percorso di formazione lavorativa, che ha nelle sue tappe principali la consapevolezza del bisogno che si deve soddisfare, e delle azioni migliori da compiere per raggiungere tale obiettivo, è un percorso che ha buone probabilità di successo. Per far questo è necessario valutare le competenze di ogni risorsa, cosicché esse possano essere allineate ai programmi aziendali a agli obiettivi di strategia e di organizzazione.

La formazione esperenziale deve rientrare in un programma di crescita dei propri collaboratori ed è applicabile sia alle persone già presenti in azienda, sia ai nuovi assunti. Per questi ultimi la formazione esperienziale favorisce un inserimento più rapido e una più attenta percezione del loro talento e del suo sviluppo.

Per maggiori informazioni sulla formazione esperenziale adatta alle vostre esigenze:

Come un consulente può aiutare a trasformare i numeri in informazioni

Numeri e informazioni: l’importanza in azienda

Uno degli errori che si fanno con maggiore frequenza è quello di mettere sullo stesso piano i dati e le informazioni, senza sapere che, in realtà, le seconde sono una diretta conseguenza dei primi e sono i veri mattoni con cui manager ed imprenditori dovrebbero costruire le loro decisioni manageriali.

Chi si occupa di management aziendale è continuamente bombardato da un flusso ininterrotto, incoerente e disordinato di informazioni e dati che provengono dai vari rami produttivi e amministrativi.

In ambito aziendale, i dati sono semplicemente dei numeri, sicuramente dotati di un proprio valore ma il cui significato è soggetto a diverse interpretazioni. Ecco, quindi, che il consulente deve contestualizzare i dati e trarne le informazioni più pertinenti.
Cercando di trovare una definizione complessiva di dato e di informazione, si può dire che quest’ultima è il numero nel suo contesto.

Organizzare le informazioni significa, innanzitutto, organizzare i dati, archiviarli e memorizzarli secondo un criterio definito: il consulente deve conoscere il database e i suoi principi, solo così può ottenere le informazioni corrette ed utili a garantire un vantaggio all’azienda.

La raccolta dei dati è alla base di qualsiasi sistema manageriale: statistiche, risultati di esercizio e di produzione sono solo una minima parte dell’enorme mole di numeri che ciascuna azienda si trova a elaborare per dare alla propria gestione un senso compiuto e coerente.

Ovviamente, la raccolta dei dati numerici dev’essere fatta seguendo criteri logici e, soprattutto, facendo in modo che questi possano tornare utili successivamente per creare una strategia aziendale tout-court.

Gestire l’enorme mole di numeri che derivano dalle rilevazioni aziendali è molto difficile: è necessario effettuare una raccolta costante, aggiornare e sintetizzare i risultati nei database, prendendo in considerazione esclusivamente quelli che, in realtà, possono tornare utili. E’ un lavoro che richiede tempo, pazienza, ma soprattutto una grande conoscenza del settore: i professionisti che possono aiutarvi nella gestione dei numeri sono dei consulenti con una formazione economica aziendale notevole alle spalle, capaci di programmare una strategia sul breve/medio/lungo periodo.

La raccolta dei dati è, probabilmente, la parte più complessa di questo lavoro: è necessario avere un sistema in grado di recepire in un’unica soluzione tutti i risultati secondo un principio periodico stabilito dall’entourage aziendale. E’ inutile effettuare la raccolta sporadica dei dati, perché per ottenere un quadro chiaro e concreto è necessario che ci sia una continuità temporale ben marcata. Solitamente le aziende operano su base trimestrale o semestrale, sono più rari i casi in cui le aziende chiedono ai consulenti l’elaborazione mensile dei dati: questo avviene principalmente nei momenti in cui l’azienda è nel pieno di una riorganizzazione e ha necessità di avere un quadro della situazione ben preciso per migliorare la sua gestione, conoscendo le criticità e i punti di forza.

L’elaborazione dei numeri e la trasformazione in informazioni

Dopo aver effettuato la raccolta e la sintesi dei dati numerici risultanti dall’attività aziendale, il consulente inizia la fase di trasformazione, ossia decifra i numeri in informazioni fruibili da tutti. E’ un lavoro statistico ed analitico di massima attenzione, che deve considerare non solo i risultati numerici del periodo in corso ma deve rapportarli a quelli precedenti, anche in riferimento a concorrenti e medie di mercato, per poter dare un quadro esaustivo. Per questo motivo si rivela particolarmente importante l’assunzione di un sistema informatico e telematico che aiuti a mantenere aggiornati i dati raccolti, con la possibilità di creare storici e archivi per l’utilizzo futuro.

In che modo l’elaborazione dei numeri e la trasformazione degli stessi in informazioni può aiutarvi nella gestione aziendale? Si possono fare mille esempi in tal senso, dal momento che qualsiasi attività che si svolga all’interno dell’azienda può essere sintetizzata dai numeri.

Uno dei più classici esempi in tal senso riguarda il numero di ore lavorate relazionato ai risultati di produzione. La sola analisi del numero di ore non è in grado di fornire alcun tipo di informazione utile per capire in che modo l’azienda ha operato nel periodo di riferimento, così come la sola analisi de risultati di produzione non è sufficiente per capire l’andamento dell’azienda, giacché restituisce un risultato parziale e non fruibile. Il rapporto, invece, può dare ottime informazioni per capire in che modo è cambiata, se è cambiata, la produttività della vostra azienda e quali possono essere stati i fattori determinanti in tal senso, sia in positivo che in negativo.

Se il consulente vi fa notare che pur avendo registrato un monte ore lavorativo del tutto simile al periodo precedente la produzione ha subito un decremento, evidentemente c’è stato qualcosa che non ha funzionato e che dev’essere modificato.

L’analisi e l’interpretazione dei dati sono una parte importante del valore aggiunto di un consulente, che vi aiuta ad avere una gestione lineare e sempre controllata, indispensabile nel campo delle Piccole e Medie Imprese, dove anche i più piccoli cambiamenti possono avere grandi influenze.

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